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La storia antica

Il territorio del comune di Monte Porzio e Castelvecchio entra nella storia solo con i Galli Senoni, ma è documentato che esso fosse abitato già dagli uomini dell’età della pietra.

Un rinvenimento molto importante, forse il più interessante della vallata è il grande vaso attico, da un documento del 1952 si dice: «…riguardante le figurazioni del cratere a colonnette che si conservava nel secolo scorso in casa dei Duchi di Montevecchio a Fano e che si era rinvenuto in un tenimento della stessa famiglia a Monteporzio dentro un sepolcro, con altre suppellettili (…). Il vaso rappresentante un scena di un guerriero che si arma, ed è il maggior esemplare a figure rosse del Museo d’Ancona e risale alla prima metà del sec, V a. C.».

Monte Porzio
La famiglia Montevecchio

La storia di Monte Porzio è legata quasi fin dalle origini alla famiglia Gabrielli dei conti di Montevecchio.

Fino al Quattrocento o ai primi del Cinquecento non si può parlare della esistenza di un vero centro abitato, ma soltanto di una pieve cioè di una popolazione sparsa nel territorio e, se mai, raggruppata presso i vari castelli.

Con i Montevecchio il paese ha in comune anche lo stemma. Il 24 ottobre 1428 viene fatto un documento di investitura sulle terre su cui si basa mezzo millennio della nostra storia. Vengono precisati i confini:
i quattro lati definti dal fiume Cesano, il rio di San Michele o Saletto (al confine con Mondavio e Orciano), la «Serra» ossia lo schienale delle colline da Monte Cucco a San Giovanni (al confine con San Giorgio e San Costanzo), il Rio Maggiore, lati comprendenti tutto il territorio del comune di Monte Porzio più parte di Monterado.

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