Al confine tra la provincia di Pesaro-Urbino e quella di Rimini, il comune marchigiano di Tavullia si estende per una superficie di 44 kmq e conta (al 31.08.11) 7.904 abitanti. Il punto più alto della località è Belvedere Fogliense, situato a 312 metri sul livello del mare. Caratterizzano il paesaggio agreste, gli infiniti e suggestivi panorami che si godono da ogni angolo della località collinare, bagnata dal fiume Foglia e dal torrente Tavollo. E, nelle giornate limpide, la vista arriva fino al mare. Alle bellezze ambientali si uniscono interessanti testimonianze storico-artistiche, segni di un passato che affonda le radici nel Medioevo.
Il primo nucleo da cui è nato il centro abitato risale quasi sicuramente a un’epoca anteriore al Medioevo. Infatti in un documento del 1283, copiato da un registro molto più antico, si parla di Castrum Tumbae Montis Pilosi, facendo riferimento alla geografia del castello di Tomba che si trovava alle pendici del vicino Monte Peloso. La posizione di confine tra i possedimenti di Rimini e Pesaro ha segnato le vicende storiche del territorio, a lungo conteso con lotte violente e saccheggi tra i Malatesta e i Montefeltro. Del clima bellicoso sono testimonianza le mura e il Cassero del capoluogo, i resti della cinta muraria di Belvedere Fogliense, il rudere della Torre di avvistamento a Pirano e le rovine del castello di Monteluro.
Tra gli scontri più significativi c’è la famosa battaglia di Monteluro dell’8 novembre 1443. Nel 1444 il Castello di Tomba si ribellò a Francesco Sforza: il capo della rivolta, Matteo d’Angelo, ne divenne per poco tempo signore. Infatti, dopo un breve assedio, le truppe pesaresi riportarono Tavullia all’obbedienza. Decisivo, nel 1446, lo scontro che ebbe come teatro ancora una volta Monteluro e che segnò il passaggio definitivo del Castello di Tomba a Pesaro, strappato dalle milizie di Francesco Sforza al dominio di Sigismondo Malatesta.